Faz e zornades. In chest balcon a ven metût dut ce c'a suceit (o ca no suceit) achì da nou, cirint di dî encje ce che cheaitis a no disin. E chel che cheaitis a no disin al è un grum e quasi simpri un grum impuartant. Par chest cirarin di iessi onesç e limpiz, cence poure da veretât. . ... (continua)

Questa rubrica, destinata ad ampliarsi, intende diffondere a quante più persone possibili i Canti Popolari delle Terre Carniche. Essi hanno accompagnato innumerevoli generazioni, stando accanto alle persone in tutti i momenti della vita quotidiana, dalle feste, all'emigrazione ed alla religiosità. Ora si rischia la loro estinzione che deve essere evitata perché contengono buona parte del "DNA" della Carnia e del Friuli.... (continua)

Siamo la IIIA della scuola secondaria di primo grado dell'Istituto Comprensivo "A. Matiz" di Paluzza, siamo in tutto ventidue. Proveniamo dai comuni di Paluzza, Sutrio e Treppo Carnico, piccoli comuni della Carnia, una bellissima zona nell'estremo nord del Friuli, al confine con l'Austria. La nostra vallata è interessante sia per gli aspetti naturalistici che per quelli storico archittetonici. Nello scorso anno scolastico la classe 3ª A della scuola secondaria di primo grado “ A. Matiz” ha pensato di svolgere un progetto che riguarda la tessitura e filatura in Carnia. ... (continua)

La Mozartina è costituita da un edificio completamente ristrutturato dopo l’incendio del 1709, quando tutta Villamezzo, la notte di Natale, andò in fiamme. Le sue origini risalgono probabilmente al 1500; lo si evince dalla bifora centrale e anche dal portale che ci rimanda allo stile Luigi XIII. Sobria, seppure elegante, ha una disposizione interna molto razionale per cui si presta alla sistemazione degli strumenti, pur conservando lo spirito di una casa viva e accogliente. La stanza del compositore è caratterizzata dalla presenza del pianoforte Erard.... (continua)

Dal 1999 raccontiamo la Carnia in rete

Erano tempi pionieristici per Internet, gli ultimi anni del secolo scorso. Cjargne Online continua a mettere in contatto una terra con la sua gente dispersa nel mondo.