Un bambino e la guerra

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Bianca Agarinis riesce sempre ad estrarre il meglio del meglio dal vastissimo archivio Lupieri-Magrini di Luint (Ovaro) che ella ormai scandaglia e maneggia con estrema padronanza.
Stavolta ha deliziato i suoi affezionati numerosi lettori con una chicca di assoluto valore sia per il contenuto che per l'aspetto tipografico, davvero raffinato e prezioso.
Si tratta di una ampia antologia di scritti di un bambino (Ermanno Magrini, figlio del medico partigiano Aulo, di cui quest'anno 2014 ricorre il 70° della tragica morte).
Questi scritti sono stati redatti in tempo di guerra, con quest'ordine:

- temi della seconda elementare 1941
- dettati della seconda elemantare 1941
- temi della terza elemantare 1942-43
- dettati della terza elementare 1942-43
- temi della quarta elementare 1943-44
- temi della quinta elementare 1944-45
- temi della prima media 1946-47

 

 

I dettati della scuola elementare rispecchiano chiaramente la temperie del momento e la maestra non fa che riversare sul quaderno degli scolari non solo ciò che lei stessa (più o meno convintamente) avverte e prova ma anche ciò che la ufficialità del tempo (tempo di guerra!) suggeriva e imponeva: amore per la Patria in armi, solidarietà con i soldati al fronte, autarchia, rinunce, sacrifici...
I temi della scuola elementare invece, pur svolti in un'atmosfera ancora francamente di regime, lasciano trasparire i veri sentimenti di un Ermanno, sì ancora piccolo ma già in grado di sviluppare un pensiero autonomo seppure in nuce, anche se la maggior parte delle tematiche impartite hanno un soggetto neutro (i fratelli, il cane, le stagioni...).
Il diario racconta le giornate trascorse, gli scherzi, gli episodi salienti di una fanciullezza ancora spensierata nonostante il brivido della guerra e dell'occupazione cosacca che viene vissuta come un gioco...
I temi della scuola media (la guerra è ormai finita e si respira, seppure ancora a stento, la libertà) lasciano trasparire una maturità più chiara e consapevole e, specialmente nei temi ispirati all'Iliade, Ermanno rivive e rivede il padre caduto per l'ideale di libertà e lo paragona all'eroe omerico Ettore di cui ammira tutte le virtù: Ettore-Magrini ricorre ed emerge quasi in ogni tema, a volte anche senza una specifica attinenza...

Ciò che rende ancora più emozionanti e struggenti queste delicate e candide pagine è l'iconografia che si avvale di tre insostituibili complementari componenti:

- la riproduzione di immagini e testi fascisti (pagelle scolastiche, copertine di testo e di quaderni, giornaletti d'epoca appartenuti ad Ermanno...)
- l'inserimento di fotografie b/n che ripropongono l'ambiente e i protagonisti di queste pagine nel tempo reale della loro descrizione (i fratelli, i genitori, gli amici, il cane...).
- la immissione di molti disegni di Ermanno che visualizzano assai bene la percezione infantile della guerra e dei suoi momenti più tragici.

Merita infine (ma è essenziale) una sottolineatura l'esauriente introduzione della curatrice Bianca che in poche ma dense pagine sa delineare la perfetta cornice storica in cui questa singolare storia, raccontata da un bambino, prende avvio e si muove fino alla tragica conclusione della morte del protagonista stesso.
Bianca conosce assai bene non solo la famiglia di Ermanno (avendo sposato suo fratello Giulio, somigliantissimo al padre Aulo) ma conosce (ed è quel che più conta) i risvolti storici locali, le traiettorie sociali, la gente di Carnia con i suoi pregi ed i suoi molti limiti.

Si potrebbero scrivere tante altre considerazioni su questo piccolo grande libro ma preferisco lasciare al lettore il profondo piacere di leggerlo e gustarlo in ogni frammento, ascoltando le intime vibrazioni che esso saprà certamente suscitare in ciascuno.

Un libro adattissimo non solo per i fanciulli della scuola primaria (come ottimo testo figurato di lettura) ma anche per gli adulti che non hanno conosciuto quel periodo e, soprattutto, per i vecchi che forse lo hanno dimenticato.

 

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