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GOTES DI CJARGNE

La Carnia contemporanea in gocce 

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Intendiamo proporre in questo balcon la sintetica traccia della storia recente di Carnia, che comprende un arco temporale ben preciso: quello coincidente con la Repubblica Italiana. Il taglio (volutamente conciso) e l’intento (divulgativo) hanno l’unico scopo di poter mettere a disposizione di un’ampia platea di carnici le tappe più significative della propria storia recente. 

Questa sintesi non è affatto esaustiva ma resta aperta a qualsiasi altro contributo in grado di arricchire e completare quanto già evidenziato. Pertanto invitiamo tutti coloro che hanno esperienze e conoscenze in proposito, a mandarci il proprio materiale (conciso e sintetico) al solo scopo di poter scrivere la storia di Carnia dal basso. Una storia che crescerà con noi, giorno per giorno, mese dopo mese, anno dopo anno: insomma una storia... in fieri!

Chiunque, in qualsiasi momento, potrà sfogliare queste pagine alla ricerca di una data, di un evento, di una conferma o di una smentita.

Ovviamente, come ogni elaborazione storica od ogni cronaca descritta, anche queste pagine risentono ovviamente dei limiti o della sensibilità propria dell’autore che fin d’ora si scusa per questo. Ma gli altri contributi (GOTES, gocce) che arriveranno, apporteranno certamente nuovo sapore e altra linfa che, insieme, renderanno poi variegata e sicuramente più coinvolgente questa storia scritta a più mani. Scritta dagli stessi protagonisti, in tempo reale. La nostra Storia.

Alfio Englaro

 


1947, 12 giugno
Nasce la  COMUNITA’ CARNICA (CC) che comprende, oltre ai 28 comuni della Carnia, anche 6 comuni del Canal del Ferro e Val Canale. Dopo la fugace apparizione della Zona Libera della Carnia del 1944,  la Comunita’ Carnica identifica per la prima volta un territorio ben definito e caratteristico e assurge a simbolo identitario di questa popolazione. Primo presidente è il sen. Michele Gortani: gli succederanno Libero Martinis e Vinicio Talotti. La CC stampa anche un periodico mensile, ALPE CARNICA  (che viene diffuso dal 1952 al 1967) il quale riflette intensamente il clima politico del dopoguerra e rappresenta uno strumento seppure elitario di confronto e di verifica, ma anche di forte unità, per la gente di Carnia.

1952, 17 maggio

  Si riunisce per la prima volta il Comitato di Collegamento delle Pro Loco della Carnia. E’ un fatto assolutamente nuovo che prelude ad altri futuri tentativi di coagulare gli interessi di Carnia attorno ad un unico progetto condiviso.

1952, luglio

    Viene approvata la prima Legge della Montagna, la quale prevede tutta una serie di interventi a favore dei Comuni il cui territorio si trova per oltre l’80% al di sopra dei 600 m slm. E’ la prima legge nazionale che si prende cura delle zone montane ed il relatore di maggioranza è il sen. Michele Gortani che tratteggia la situazione della sua Carnia con toni accorati e drammatici.

1952, 3 agosto

    A Paluzza si svolge la Prima Festa Provinciale della Montagna,durante la quale il sen. Gortani esalta la bontà della nuova legge dello Stato che andrà a rilanciare le zone montane alte attraverso provvedimenti e finanziamenti ad hoc.

1956, 20 ottobre

    La Comunità Carnica celebra solennemente i primi 10 anni di vita e pubblica un consuntivo dell’opera svolta: applicazione della legge della Montagna, il patrimonio forestale, la zootecnia, il catasto, lavori pubblici, istruzione professionale, servizi pubblici, turismo, rafforzamento della CC e sua estensione al Canal del Ferro e alla Val Canale.

1963

   Nasce la Regione Autonoma FVG con 4 province (TS, UD, GO, PN) ma con 5 circoscrizioni elettorali. La quinta (quella di Tolmezzo) comprende Carnia, Canal del Ferro, Val Canale e Gemonese e prefigura in nuce quella che potrebbe diventare in futuro la 5° provincia.

1966, luglio

    Viene approvata la legge regionale sulle Zone Depresse, che interessa innanzitutto la Carnia e la Montagna udinese e pordenonese. Di questa legge però beneficeranno anche cospicue zone collinari del Goriziano e del Triestino che sottrarranno discreti mezzi finanziari alle zone realmente bisognose.

1966

   E’ completato l’oleodotto Trieste-Ingolstadt, che attraversa tutta la Carnia lungo l’asta del Bût, dove l’interramento dei tubi ha innalzato artificialmente il livello dell’alveo, con gravi pericoli di future esondazioni. Nella Crete di Tamau è stata scavata una ampia galleria per il passaggio del grosso tubo. Tale tunnel, costruito in breve tempo, suscita attese e speranze e prelude al prossimo traforo del Monte Croce Carnico che resterà invece (per ancora qualche lustro) solamente il redditizio cavallo di battaglia (elettorale) del PSDI e della DC ed un tormentone giornalistico defatigante.

1967, 27 ottobre

L’Arcivescovo Giuseppe Zaffonato, con un documento scritto ufficiale, approva  l’iniziativa di un gruppo di preti per una MOZIONE DEL CLERO sulla grave situazione socio-economica del Friuli e della Montagna in particolare. La sottoscrizione delle firme avviene nel mese di novembre. Firmano in 529 preti della Diocesi, compresi tutti quelli della Carnia. Tale documento però suscita immediate reazioni tra i politici democristiani locali e l’eco giunge fino a Roma. Il 2 dicembre dello stesso anno, l’Arcivescovo, su evidenti pressioni politiche e su sollecitazione di taluni preti, blocca l’iniziativa e intima ai 4 sacerdoti ideatori e organizzatori della Mozione di depositare tutta la documentazione in Curia, pena la sospensione “a divinis ipso facto incurrenda”. Successivamente si saprà che alcuni parlamentari democristiani friulani avevano minacciato le dimissioni in blocco, se il documento fosse stato inoltrato alle Autorità di Governo, “specie se socialiste”.

1967, novembre

    La Carnia scende in sciopero a Tolmezzo contro la definitiva chiusura della tratta ferroviaria Carnia-Tolmezzo-Villa Santina. Ma le FS hanno già deciso di cancellare la Carnia dalla cartina ferroviaria italiana.

1968, aprile

Nasce CARNIA DOMANI periodico del Circolo Universitario Culturale Carnico che tenta di rappresentare per la prima volta nel dopoguerra la complessità e l’unicità della Carnia al di fuori degli schemi politici. Il periodico si presenta come legittimo e degno successore di ALPE CARNICA che ha cessato le pubblicazioni nel 1967. Pur accogliendo una pluralità di opinioni al suo interno, è un brillante tentativo di unificare tensioni e pulsioni verso un processo di identità specifica. Il suo motto è: “Per quello che ci unisce, non per quello che ci divide”. “Unità che non è qualunquismo” costituisce un altro slogan di questa testata che, seppure a tratti troppo colta o troppo politicizzata, saprà coagulare attorno alla identità carnica un forte e determinato gruppo di giovani universitari impegnati in politica e nel sociale. Durerà fino al 1972.

1971, aprile

    Con la legge 1102 del 1971, la COMUNITA’ CARNICA viene soppressa e sostituita dalle COMUNITA’ MONTANE.  Alla originaria e unificante Comunità Carnica, succedono ben tre Comunità Montane (Comunità Montana della Carnia, della ValCanale-Canal del Ferro e del Gemonese) che dividono definitivamente un territorio, omogeneo per problematiche e aspirazioni, affossando ulteriormente ogni successivo tentativo di unificare amministrativamente questo vasto e complesso territorio montano. La Comunità Montana della Carnia (CMC) individua per la prima volta i soli 28 Comuni geograficamente carnici. Sarà un Ente intermedio di secondo livello i cui componenti (ben 118) saranno diretta espressione dei 28 consigli comunali da cui verranno designati. Poteri limitati, scarse risorse, eccessiva e costosa burocrazia, pletora rappresentativa, assenza di elettività popolare, astiosità personali saranno i principali limiti di questo Ente che dimostrerà tutte le sue incongruenze e inefficienza nel 2002, quando la CMC, assieme alle altre, verrà soppressa, senza che nessuno l’abbia rimpianta o ne abbia esaltato la funzione rigeneratrice per la Carnia, la quale si ritroverà alla fine nel medesimo sterile e grigio statu quo ante.

1976, 6 maggio

   Violento terremoto alle ore 21 con scosse di assestamento che continueranno per mesi. Nuove scosse violente nei giorni 11 e 15 settembre dello stesso anno. Nessun morto in Carnia (in Friuli 1000 morti), ma ingentissimi i danni strutturali alle case. A seguito di questo sisma, moltissime case antiche verranno purtroppo affrettatamente demolite. Oltre alle case (ricostruite poi più comode e moderne di prima) il terremoto danneggerà anche i cuori e (spesso) le menti di troppi carnici. Questo sisma costituirà uno spartiacque temporale ineludibile: si dirà “prima” o “dopo” il terremoto, per riferirsi ad incerti fatti del passato.

1980

    In Carnia iniziano le riprese del film-tv Maria Zef, tratto dall’omonimo romanzo di Paola Drigo. Il regista è Vittorio Cottafavi, che ha già firmato pregevoli sceneggiati televisivi. Tra gli interpreti: il poeta carnico Siro Angeli di Cavazzo e la piccola Anna Bellina di Treppo. La vicenda del film è ambientata in Carnia agli inizi del secolo scorso e si conclude tragicamente con uno stupro incestuoso ed un truculento omicidio. Quando RaiTre lo trasmetterà, susciterà un diffuso e sommesso bisbiglio di disagio in Carnia.

1984, luglio

    Nasce NORT giornale della Carnia e della Montagna friulana. Si tratta di un periodico innovativo sul piano contenutistico che vuole occupare il posto lasciato libero da CARNIA DOMANI e ALPE CARNICA. Il taglio moderno e le tematiche tipiche della sinistra (ambiente, arti, cultura) lo fanno apprezzare ad una vasta, ma ancora elitaria, platea di carnici che in esso trovano un riferimento identitario puntuale. “Un giornale per ritrovare se stessi” annuncia l’incipit del primo numero. Sarà pubblicato fino al 14° numero del 1988.

1987, 6 gennaio

La Chiesa di Carnia, in un convegno pomeridiano presso il Cinema David a Tolmezzo, rende pubblico un importante documento sui “PROBLEMI SOCIO-ECONOMICI DELLA MONTAGNA”, elaborato dalla Zona Pastorale “Carnia-Canal del Ferro” e distribuito in un fascicoletto dalla copertina gialla. L’Arcivescovo Alfredo Battisti (“Per il bene del mio popolo, non tacerò”) ed il Vescovo Ausiliare Pietro Brollo, carnico di Tolmezzo, usano parole forti e chiare (“Un grido muto ma profondo di dolore...”) nel documento per richiamare l’attenzione delle pubbliche autorità sulla situazione grave che sta attraversando la Carnia e la Montagna più in generale. Vox clamantis in deserto…



1987, 31 gennaio


La Regione Autonoma FVG, quasi in risposta al documento ecclesiale diffuso nello stesso mese, presenta a Tolmezzo, presso l’ Auditorium Candoni, il “PROGETTO MONTAGNA”, per il rilancio socio-economico della Montagna friulana: l’ emittente locale tolmezzina Telealtofriuli trasmetterà l’evento con ben sei ore di diretta televisiva. A questo Progetto, succederanno poi altri di marca europea (Carnia-leader, Cinque B, Interreg ecc.); anche questi tuttavia, anziché affrontare alla radice i secolari nodi della depressione socio-economica carnica, continueranno a distribuire a pioggia incentivi e risorse nei più svariati settori di intervento con il magrissimo risultato di creare spesso figli e figliastri. Mancherà sempre quella scossa strutturale (legislativa e fiscale) in grado di invertire il perpetuo trend negativo di Carnia, la cui situazione permarrà immutata.

1991

   Giungono a Paluzza con alcuni pullman militari, circa 450 albanesi, appena sbarcati sulle coste della Puglia, dopo il crollo del regime comunista di Tirana. Vengono alloggiati nella dismessa caserma “M.P.Mentil”, riadattata per l’occasione. Resteranno  fino all’estate, quando la maggior parte di essi se ne andrà verso altre parti d’Italia. Quelli che resteranno a Paluzza per altri mesi, trovando sistemazione in case disabitate, daranno origine a dissapori tra i paluzzani, che li avevano accolti con estrema ospitalità. Dei 450 albanesi giunti a Paluzza, solo una piccola minoranza accetterà un dignitoso lavoro. In questa occasione, il Direttore della Caritas diocesana, don Angelo Zanello, che diverrà successivamente Arcidiacono di Tolmezzo, propone ufficialmente di ripopolare la Carnia disabitata con i nuovi arrivati, offrendo loro alloggio nelle case vuote. Tale proposta solleverà un unanime coro di proteste e di sdegno in Carnia.

1995, giugno

   

Il Consorzio Latterie Friulane di Udine ha festeggiato un grosso successo commerciale vendendo il “LATTE CARNIA”. Si tratta di un latte che proviene esclusivamente da Baviera e Francia e solo in piccola parte dal Friuli meridionale. Neppure una goccia di quel latte proviene dalla Carnia, che, tramite le direttive CEE, è stata invece costretta ad abbattere quasi tutto il proprio patrimonio bovino dietro misero compenso europeo. In alternativa, la CEE ha suggerito l’allevamento delle capre! Un grido si alza: RIAPPROPRIAMOCI ALMENO DEL NOSTRO NOME! Ma viene subito soffocato...

1996

     Viene presentato il progetto OBIETTIVO 5 B, di matrice europea, che nelle intenzioni della nostra classe politica, dovrebbe finalmente innescare il sempre rinviato decollo della Montagna, favorendo in particolare artigiani e piccoli imprenditori. In questi mesi sono state presentate oltre 2500 domande con 1240 richieste di contributo; un vero SOS dai monti di Carnia! Ebbene di queste 1240 richieste di contributo, sarebbero concretamente accolte solo un terzo, mentre i due terzi verrebbero respinte per inadempienze varie o intoppi burocratici! La parte del leone la faranno Enti pubblici e Cooperative.

1997, 11 gennaio

Il parroco di Treppo e Ligosullo, don Tarcisio Puntel, scrive una lunga lettera al Presidente della Giunta Regionale, G. Cruder (PPI), esponendogli i tanti mali della Montagna e proponendone alcuni ragionevoli rimedi (fisco e viabilità). Il presidente Cruder risponderà  genericamente a tale lettera solo a maggio inoltrato, dopo che anche “La Vita Cattolica” ed i quotidiani locali avranno dato ampio risalto alla lettera di don Puntel, rimasta così “lettera morta”.

1997, maggio

     La Regione FVg allestisce il FONDO MONTAGNA, dotato di 65 miliardi di lire, da destinarsi al decollo di tutte le zone montane della regione FVG. Grandi aspettative in Carnia per questo nuovo Progetto di sviluppo montano.           

1998, 30 marzo

     Presso l’Aula Magna della CMC la Regione FVG, a distanza di 10 anni, ha organizzato un convengo sui risultati del PROGETTO MONTAGNA. In questa adunanza si è assistito, più che a una celebrazione, alla mesta commemorazione di un anniversario di morte. Dopo una lunga presentazione infarcita di tabelle e cifre, percentuali e andamenti, la conclusione cui sono pervenuti unanimemente tutti è stata questa: il PROGETTO MONTAGNA è fallito appena nato ed è morto in tenera età. Le vittime sono sparse un po’ in tutta la Carnia. In fondo alla sala della CMC campeggia polemicamente uno striscione blu, sorretto da alcuni operai, in segno di solidarietà alla SOLARI di Pesariis, in predicato di smantellamento.

Alcuni dati di questo Progetto: sui 200 miliardi di lire allora stanziati, sono stati erogati solo 116 (poco più della metà); I progetti falliti sono già saliti a 6; in Alta Montagna sono stati attuati solo 9 interventi per un totale di soli 4,1 miliardi utilizzati  sui 116 spesi.  

Queste sono le CONCLUSIONI cui sono pervenuti i tecnici regionali circa i risultati del PROGETTO MONTAGNA, così come sono chiaramente esposte a pagine 155-156 del II° volume pubblicato.

Ecco dunque cosa scrivono i tecnici della Regione FVG:

1. Le risorse erogate dal PROGETTO MONTAGNA (116 miliardi) sono risultate certamente poco significative rispetto alle previsioni. Uno stanziamento finanziario in sede di bilancio si dimezza al momento di essere effettivamente impegnato dall’Amm.ne Regionale e si dimezza nuovamente al momento della erogazione”

2. “I tempi della erogazione dei soldi sono risultati mediamente piuttosto lunghi. La procedura di infrazione aperta dalla UNIONE EUROPEA nei confronti del sistema industriale della pianura (che ha beneficiato di un regime di aiuti particolarmente favorevole) è stata pagata paradossalmente e in misura maggiore proprio dalla Montagna che ha visto allungarsi i tempi burocratici di attesa.”

3. “I soggetti beneficiari del PROGETTO MONTAGNA sono una pletora, sia come beneficiari intermedi che finali. Tra i beneficiari intermedi troviamo: le direzioni regionali dei vari assessorati, l’ESA, Promotur, Friulia Lis, Agemont, Congafi, Comuni, Comunità Montane, Consorzi, ecc. Tra i beneficiari finali troviamo: imprese agricole, industriali, artigianali, turistiche, imprenditori. Un progetto quindi con tanti attuatori e tanti beneficiari, per cui alla fine nessuno si assume i meriti o i demeriti per quanto è stato o non è stato fatto.”

4. “La natura settoriale  del PROGETO MONTAGNA non lascia  dubbi: la parte del leone l’ha fatta il settore industriale che ha assorbito oltre il 53% delle risorse. Se poi pensiamo che l’industria è concentrata nella pedemontana e poco nella media montagna, si capisce che la vera Montagna è stata chiaramente emarginata. L’alta Montagna dunque presenta un impatto significativo di risorse  ma ancora  del tutto insufficiente per invertire il processo di degrado.”

1998, 24 maggio 

Festività dell’Ascensione. Sul colle di S. Pietro, durante la solenne Messa concelebrata da tutti i canonici del Capitolo, don Tarcisio Puntel, parroco di Paluzza-Treppo-Ligosullo, tiene una lunga e articolata omelia in friulano, analizzando minuziosamente i mali della Carnia odierna e prospettandone le eventuali soluzioni. L’omelia ha molta risonanza tra i fedeli, discreta tra i mass media, scarsissima tra i politici.

1998, 8 agosto

      Il tolmezzino Antonio Martini viene eletto Presidente del Consigilio Regionale del FVG (carica che manterrà per 5 anni) mentre Renzo Tondo viene designato assessore regionale alla Montagna. La Carnia intravede una stagione di nuove speranze.

1999, 1° febbraio

Presso l’Istituto Salesiano di Tolmezzo, l’Arcivescovo Alfredo Battisti presenta ai preti di Carnia uno studio sulle “Emergenze sociali, politiche, economiche. Stato di salute delle comunità cristiane e credibilità della Chiesa in Carnia” curato dal docente universitario prof. Bruno Tellia, che fotografa impietosamente la complessa e contraddittoria realtà dei paesi di Carnia. Il documento resterà tuttavia ignorato e su di esso calerà il silenzio politico e mass mediatico.

1999, 18 marzo

   Nemo Gonano, nativo di Prato Carnico ma residente altrove, ex Presidente socialdemocratico del Consiglio Regionale, ed attuale presidente di ERMI, lancia la singolare proposta di ripopolare la Carnia con gli extracomunitari provenienti dalla ex Jugoslavia comunista. Questa proposta suscita uno sdegnato coro di proteste soprattutto perché a lanciarla è un carnico con precedenti responsabilità politiche regionali.

2000, 4 giugno

   Sul colle di S. Pietro di Carnia, nel giorno dell’Ascensione, una folla di oltre 4000 fedeli assiste alla celebrazione, officiata dall’ arcivescovo di Udine, Battisti, e dal titolare di Zuglio, Zenari, coadiuvati da tutti i preti di Carnia (fatto assolutamente unico). Molte le autorità presenti che offrono significativi doni ai presuli. Numerosissime le croci astili, provenienti dal colle e dal piano. Un gruppo di laici, con una lettera consegnata brevi manu ai due vescovi, lancia per la prima volta l’ipotesi della DIOCESI DI ZUGLIO in Carnia. Questo progetto acquisterà respiro e comincerà a diffondersi (seppure osteggiato) tra il popolo nei mesi e negli anni seguenti, anche per merito di Cjargne Online. La ripristinata sede episcopale di Zuglio viene lentamente percepita come un forte simbolo identitario per la Carnia intera, forse il solo simbolo in grado di coagulare tutti i carnici (individualistici) attorno ad un progetto comune e condiviso.

2000, settembre

   In Carnia iniziano le riprese del film “Territori d’ombra” di Paolo Modugno, che tratta un tema scabroso, la pedofilia. Mentre i giornali locali e le Istituzioni appoggiano il regista e il produttore, VTC e Cjargne Online criticano aspramente la scelta di ambientare proprio in Carnia tali storie perverse e intricate di pedofilia dai contorni noir. Solo la visione del film convincerà poi i carnici della giustezza di queste critiche e della irragionevole superficialità di chi invece acconsentì a tale produzione.

2000, 17 novembre

L’ arcivescovo di Udine, Battisti, apre a Tolmezzo il preannunciato Convegno di tre giorni, “di proposta, non di protesta”, sui PROBLEMI DELLA MONTAGNA, che è stato preceduto da 5 workshop, tenutisi a Ovaro (ambito sociale), Pontebba (ambito economico), Tolmezzo (ambito politico), Gemona (ambito culturale), San Pietro al Natisone (ambito pastorale) nei 5 lunedì antecedenti. Il Convegno, che riecheggia il “grido muto ma profondo di dolore” del 1987, vede la partecipazione di una folta rappresentanza delle parrocchie di tutta la diocesi (oltre 400 delegati) ed è affidato a relatori di alto profilo per le 5 tematiche presentate. Vengono lanciati due nuovi slogan: “vivere in montagna si può” e “dare gambe alla speranza”. Alla conclusione della tre-giorni vengono però sostanzialmente espresse le due proposte-richieste già enunciate all’apertura: la “provincia regionale” della Montagna e la nomina di un “Vicario episcopale”. La proposta della Diocesi di Zuglio, sostenuta da vari partecipanti con motivazioni puntuali e pertinenti, viene relegata in 4 righe a pagina 174 degli Atti. Parallelamente al Convegno ufficiale, Cjargne Online ospita numerosissimi interventi (circa 90 nel balcon: Convegno Montagna) sugli svariati problemi della montagna, che vengono totalmente e sistematicamente ignorati dagli organizzatori del Convegno i quali preferiscono così eludere taluni precisi argomenti.

2001, 6 gennaio

     Mons. Pietro Brollo, di Tolmezzo, viene insediato come nuovo Arcivescovo di Udine. E’ il primo carnico nella storia della Chiesa a salire sulla cattedra arcivescovile di Udine, co-erede con Gorizia del Patriarcato di Aquileia. Dopo Martini e Tondo, la figura di Brollo viene a rafforzare ulteriormente la grande Speranza della Carnia che intravede in questi tre suoi uomini una grande opportunità per il suo rinascimento.

2001, 16 giugno

    Il carnico Renzo Tondo, viene eletto Presidente della Giunta della Regione FVG (carica che manterrà fino al 2003). La Carnia ormai non ha più dubbi: i suoi tre più importanti uomini sono ora ai vertici politico ed ecclesiastico regionale. Nulla ormai vieta di nutrire concrete e significative speranze per una svolta epocale nella storia della Carnia, che mai aveva finora raggiunto tali livelli di rappresentatività.

2003, giugno

    Dopo 5 anni, Martini lascia la prestigiosa carica di Presidente del Consiglio Regionale e viene rieletto come semplice consigliere regionale. Tondo, per motivi interni al suo nuovo partito, neppure si ricandida dopo i due anni trascorsi come Presidente della Regione FVG. La Carnia avverte profondamente la deludente prestazione di questi suoi due illustri figli che hanno perso una opportunità storica di risollevare le sorti di Carnia. L’accusa più diffusa nei loro confronti: NON HANNO AVUTO CORAGGIO. La difesa d’ufficio ribatte: ERANO SUPER PARTES. Ora la Carnia sente di dover puntare tutto sul vescovo Brollo, che ha ancora 5 anni di episcopato udinese davanti a sé, prima dell’età canonica di pensionamento.

2003, 31 dicembre

   Gli aborti volontari (burocraticamente: IVG) effettuati nell’Ospedale carnico di Tolmezzo, con l’utilizzo della Legge 194, sono stati 1.690 nel periodo 1.1.1984-31.12.2003. Pesantissima statistica per una Carnia che si va spopolando!

2004, 21 marzo

     Si svolge il REFERENDUM per la istituzione della Provincia dell’Alto Friuli, che dovrebbe comprendere Carnia, Canal del Ferro, Val Canale e Gemonese per una territorialità disomogenea sia dal punto di vista geomorfologico che socio-economico. Il neologismo “Alto Friuli”, coniato a Udine per indicare la Montagna a nord del capoluogo, non convince nessuno. Il risultato del referendum appare chiarissimo: da un lato la Carnia che vota SI per il 73%, dall’altra il restante territorio che vota NO per 83%. Il risultato globale dei 43 comuni sottoposti a votazione, indica: SI 46%, NO 54%. Cade dunque questo progetto di creare una provincia regionale comprendente tutto il territorio montano a nord di Udine. L’Alto Friuli dunque non esiste più, se non nelle pagine interne del Messaggero Veneto che si ostina a reiterare quotidianamente questo vuoto neologismo che non indica più nulla.

2004, 25 settembre

   A Paluzza si presenta pubblicamente un nuovo progetto autonomistico, la PROVINCIA DELLA CARNIA, limitata ai soli 28 comuni carnici, cui aderiscono trasversalmente moltissime personalità carniche. L’incontro avviene in sala S. Giacomo. Molti intervengono per sollecitare una nuova presa di coscienza e di ripartire dal quel 73% referendario per intraprendere un percorso più ambizioso seppure più difficile. Sinteticamente uno STOP AND GO per la PROVINCIA DELLA CARNIA per la quale si apre un nuovo percorso lungo, difficile ed irto di insidie. Tutti ne sono pienamente consapevoli ma tutti approvano unanimemente questo progetto. Gollino e Pittin, insieme al nuovo Comitato, ne prendono atto.

2004, 9 ottobre

    A Zuglio, si ritrovano i presidenti delle Pro Loco di Carnia per dare vita ad un  Consorzio Unitario in grado coordinare e unificare l’operoso volontariato che, nel settore turistico, alimenta iniziative e speranze in tutti i nostri paesi. Come sede del nuovo Consorzio viene preferito Zuglio; come logo viene significativamente scelto lo stilema della cattedrale di S. Pietro di Carnia inscritto in una croce. La ubicazione della sede (Zuglio) e la scelta di un simbolo religioso (la cattedrale di S. Pietro) per una associazione laica quale è il Consorzio delle Pro Loco, esprimono davvero bene la forte percezione popolare della gente carnica che vede in Zuglio e nella sua cattedrale un simbolo identitario fortissimo e inconfondibile che non ha evidentemente uguali in Carnia.

2004, 11 ottobre

    Enzo Marsilio, sindaco emerito di Sutrio e neo-assessore regionale alla Montagna dal giugno scorso, presenta il NUOVO PROGETTO MONTAGNA e le sue nuove linee di indirizzo. Non più (si dice) contributi a pioggia ma ben individuati percorsi di intervento condivisi da Enti pubblici e privati. Come tutti i precedenti interventi a favore della Montagna, anche questo nasce però con caratteristiche di ordinarietà, mentre invece la situazione della Carnia appare sempre più straordinaria nella sua drammatica realtà quotidiana che richiederebbe appunto azioni straordinarie. La gente di Carnia annota in agenda anche questo ennesimo Nuovo Progetto partorito per la sua salvezza. E incrocia le dita.  

2004, 18 novembre

   Enzo Marsilio presenta a Udine un nuovo strumento comunitario a favore delle zone svantaggiate. Si tratta di INNOREF (Innovazione e risorse efficienti per crescita sostenibile) progetto che entra nel programma comunitario Interreg IIIC-Zona Est, di cui fanno parte la regione FVG, la regione Umbria, un’area del Peloponneso (Grecia) ed una zona della Moravia (Rep. Ceca). Alla regione FVG spettano ben 1,5 milioni (sic!) di euro. Saranno finanziati progetti per: turismo, industria, commercio, trasporti, sanità, agricoltura…Qualcuno ovviamente scuote la testa e riflette: troppe medicine per un malato che in 50 anni non ha fatto che peggiorare. Dunque: o il malato è definitivamente perduto oppure le medicine propinate sono state tutte inadeguate. La seconda ipotesi pare a tutti la più verosimile. A meno che i medici accorsi non siano all’altezza della situazione.

2005, 11 febbraio
Presso la Sala S. Giacomo di Paluzza, si svolge il primo incontro di approfondimento e dibattito relativo ad una nuova e gravissima problematica che andrà presto ad interessare tutta la Valle del But, Tolmezzo ed infine il comune di Cavazzo: la costruzione di un Elettrodotto aereo da 220.000 volts che dovrebbe congiungere l’Austria con la centrale elettrica di Somplago, per dare energia a basso costo alle Ferriere Nord di Osoppo della Pittini. La stragrande maggioranza della gente di Carnia, attenta e perspicace specie quando vede a rischio i propri diritti e sente puzza di bruciato, dice NO a questo Elettrodotto che deturperebbe irrimediabilmente la Valle del But con possibili rischi di inquinamento elettromagnetico! (dettagli in Cjanton Vert)

2005, 21 maggio
Dopo i tre incontri preparatori di Paluzza, Ovaro ed Ampezzo, in una sala dell’Hotel Gardel di Piano Arta, si è svolto il PRIMO CONGRESSO DELL’AUTONOMIA CARNICA, cui hanno partecipato moltissimi uomini e donne provenienti da ogni valle di Carnia. Mario Gollino, presidente uscente del Comitato Referendario per la provincia della Montagna, ha svolto una lunga ed articolata relazione che fotografa la situazione odierna di Carnia, la quale, per riuscire a superare i propri annosi problemi, ha davanti a sé ormai una sola opzione: l’AUTONOMIA, che in concreto viene individuata nella creazione di un Ente locale di Primo livello, quale può essere appunto la Provincia della Carnia. Tra i politici locali erano presenti solo i consiglieri regionali Guerra (LN) e Della Pietra (DS), nessun altro. Il succo delle discussione potrebbe essere il seguente: né la Sinistra (Illy e C.) né la Destra (Strassoldo e C.) concederanno mai l’Autonomia richiesta dal 73 % dei carnici nel referendum, per cui occorrerà contrattare questo pacchetto con i vari attori politici regionali e provinciali al momento opportuno: sotto elezioni! Giorgio Ferigo nel frattempo sollevava, con un esauriente volantino, un nuovo acuto problema che sta per interessare la Carnia: le ACQUE, che presto saranno gestite da altri… Nell’occasione è stata distribuita una tesserina di adesione agli scopi del Comitato. Questa di oggi può dirsi una giornata STORICA per le speranze di Carnia, poiché rappresenta la prima presa di coscienza collettiva (trasversale a tutti i partiti) che solo l’autonomia amministrativa potrà forse risolvere un problema chiamato Carnia. (dettagli in Provincia di Carnia)

2005, 11 giugno
Nell’Aula Magna della CMC a Tolmezzo, si è svolta una affollata assemblea (moltissime persone rimaste in piedi: mai vista una cosa simile!), organizzata dal coordinamento dei Comitati sorti spontaneamente in tanti paesi di Carnia. Il dibattito si è subito vivacizzato attorno ad un tema ormai caro e notissimo a tutti i carnici: L’ELETTRODOTTO ALTRUI IN CARNIA NOSTRA. Presenti i sindaci direttamente interessati al problema (Paluzza, Cercivento, Sutrio, Arta, Zuglio e Tolmezzo), il presidente della CMC Lino Not. Tra i politici carnici solo due i presenti: l’assessore regionale Enzo Marsilio (Margherita) e il senatore Francesco Moro (LN), i cui interventi però hanno convinto poco. Clamorosamente assenti: Igino Piutti e Renzo Tondo (FI), i consiglieri regionali Antonio Martini (Margherita), Renzo Petris (DS) e Patrizia Della Pietra (DS), l’on. Vanni Lenna (FI), Franceschino Barazzutti (Verdi), Fabio D’Andrea (presidente del Consiglio Provinciale); i consiglieri provinciali (nessuno dei quali era presente). Erano invece presenti alcuni parroci, tra cui: don Tarcisio Puntel (Paluzza), don Pietro Degani (Zuglio), don Giordano Cracina (Imponzo), don Alessio Geretti (Illegio) e mons. Angelo Zanello (Tolmezzo). Cracina, Geretti e Zanello hanno inoltre svolto degli interventi molto condivisi ed applauditi. Finalmente i carnici delle Valli si sono ritrovano così incredibilmente uniti a difendere la propria Terra che, come in altri tempi, rischia la colonizzazione eterodiretta (ma forse anche un po’ endo-diretta, considerando le clamorose defezioni politiche registrate). L’unanime NO all’elettrodotto è stato chiaramente espresso da tutti i partecipanti. (dettagli in Cjanton Vert)

2005, 15 luglio
Dopo ALPE CARNICA (1947), CARNIA DOMANI (1968) e NORT (1984), la Carnia era rimasta priva di un foglio dedicato esclusivamente ad essa ed ai suoi problemi. Tutti ormai ne sentivano la impellente necessità per far giungere ad ogni carnico la VOCE genuina della Carnia, non distorta da interessi mediati. Questa speranza si è così finalmente materializzata nel Foglio di Informazione, battezzato “La mê Cjargne”, allestito dal Comitato per la Provincia della Carnia, formato da Cimenti Carlo, D’Orlando Franco, Gardel Gianni, Gollino Mario, Lepre Romano, Micoli Renzo, Pecol Umberto, Pittin Claudio, Spizzo Daniel, Stefani Alvise, Tolazzi Pierumberto. In questo primo numero, stampato in 10.000 copie che sono state distribuite gratuitamente a mano da volontari famiglia per famiglia, vengono presentate le motivazioni del Comitato per la Provincia della Carnia, il cui presidente Gollino, enuncia nei vari punti della sua Relazione gli aspetti salienti di un problema di nome Carnia.

2005, agosto
Il partito del presidente della Regione FVG Riccardo Illy, “Cittadini per il Presidente”, rende nota e diffonde una sua proposta legislativa circa la ristrutturazione degli Enti Locali in Montagna. Si parla sinteticamente di nuove realtà (Comuni di Valle) che dovrebbero sostituire i comuni inferiori a 3000 abitanti. Ai comuni attuali, ridenominati MUNICIPI, resterebbero solo funzioni di rappresentanza, ma non di amministrazione o di governo che invece passerebbero all’Ente di Valle. La CMC sparirebbe. Fin qui si potrebbe ragionevolmente discutere e individuare dei percorsi di fattibilità. Ma in coda è nascosta un dose letale di veleno: il cosiddetto Alto Friuli verrebbe suddiviso in 5 Comuni di Valle: 1- VAL BUT, 2-VAL DEGANO, 3-VAL TAGLIAMENTO, 4-GEMONESE, 5-VAL CANALE-CANAL DEL FERRO. Ebbene in questo ipotetico ultimo Comune confluirebbero, oltre ai comuni del Canal del Ferro e Valcanale, anche (ecco il veleno!) VERZEGNIS, CAVAZZO E AMARO, che non farebbero così più parte della CARNIA storica, geografica, economica, sociale, culturale. Questo è solo l’ultimo maldestro tentativo di disgregare la Carnia da parte di coloro che, non tollerando oltre la nostra peculiarità e la nostra “forza debole”, si accaniscono per la cancellazione della nostra Terra perfino dalla cartina politica. Pare che nessuno dei QUATTRO consiglieri regionali carnici (che fanno tutti parte della maggioranza politica di centro-sinistra di Illy) abbia alzato la propria flebile voce per stigmatizzare una tale ipotesi disgregatrice (dettagli in Provincia di Carnia).

2005, 4 novembre
Giornata di mobilitazione dapprima (ore 17) in piazza davanti alla sede della CMC di Tolmezzo, per sostenere i 28 sindaci carnici nella loro determinazione di opporsi alla costruzione dell’elettrodotto aereo che dovrebbe attraversare la Valle del But da Monte Croce fino a Cavazzo. Poi alle 21, in Sala S. Giacomo a Paluzza per una infuocata assemblea di popolo, nettamente contrario all’elettrodotto, che ha seguito con attenta partecipazione ben 3 ore di dibattito e animate discussioni. Una giornata da iscrivere a caratteri d’oro nella storia recente di Carnia, che finalmente sta prendendo coscienza dei propri problemi e dei propri diritti, anche se i propri rappresentanti politici eletti restano clamorosamente assenti. (dettagli in Cjanton Vert)

2005, 7 novembre
La Giunta regionale di centro-sinistra, guidata dall’imprenditore triestino Illy, esprime parere favorevole per la fattibilità dell’elettrodotto aereo in Carnia. Nonostante il parere negativo di CMC e comuni di Carnia, la Regione dunque dimostra di disattendere completamente le motivate istanze dei carnici. Da sottolineare che in Giunta siedono anche i Verdi ed Enzo Marsilio, di Sutrio, assessore alla Montagna in quota Margherita. Gli altri 3 consiglieri regionali di Carnia, Renzo Petris (DS), Patrizia Della Pietra (DS) e Antonio Martini (Margherita) non hanno mai manifestato alcun impegno personale in questa lotta impari tra i poteri forti regionali (Imprenditoria-banche-politica) da un lato e la indifesa gente di Carnia dall’altro. Sbigottimento e disorientamento serpeggiano nelle Valli.

2005, 8 novembre
In sala S. Giacomo a Paluzza si svolge una importante assemblea (anche se poco partecipata) organizzata da Franceschino Barazzutti ed avente per tema l’ACQUA POTABILE DI CARNIA. Barazzutti ha dapprima tratteggiato la storia dei nostri acquedotti, rilevando come queste reti idriche, più o meno funzionali, siano state finora assai bene gestite dai vari comuni o consorzi. Molto presto però la gestione di tutte le nostre acque potabili passerà ad una nuova società Spa che si chiama CARNIA ACQUE, che le gestirà, distribuirà e venderà secondo altri parametri e tutto questo si configurerà (ha sostenuto Barazzutti) come un ennesimo sopruso a danno di Carnia che verrà così espropriata dell’unico bene rimastole, l’acqua. Ai rilievi di Barazzutti ha risposto  Diego Carpendo, presidente di CARNIA ACQUE, il quale ha tracciato la fisionomia di questa Società SpA, costituita da oltre 40 soci (tra cui tutti i comuni di Carnia) e che avrà il compito di gestire il patrimonio idrico centralizzando e uniformando la gestione di tutto il sistema. Forte perplessità cresce tuttavia tra le gente quando viene a sapere di questi nuovi progetti calati dall’alto (legge Galli- 1994) e che vanno a limitare o a danneggiare propri antichi diritti o proprietà collettive. (dettagli in Cjanton Vert) 

2005, 10 novembre
A Roma si apre la Conferenza dei Servizi, per lo studio del problema elettrodotto. Vi partecipano la Regione FVG (con parere favorevole), Alpe Adria Energia (con documentazione favorevole), Provincia di Udine e CMC con i Comuni carnici interessati (con parere contrario). Questa discrepanza di giudizio non potrebbe giovare certamente alla causa dei carnici ed alle loro giuste attese, ma… il diavolo fa le pentole ma non i coperchi! E a Roma gli attori convenuti si comportano così: la Regione FVG si presenta con 1 solo funzionario (anziché 4) e con evidenti grossolane inadempienze; l’Alpe Adria esibisce una documentazione lacunosa e insufficiente; la Carnia offre maggiori e più solidi motivi. Conclusione: tutta la faccenda viene rinviata sine die (fino a quando presumibilmente il Ministero non avrà a disposizione maggiore e più precisa documentazione). Uno 0-0 dunque che, ottenuto fuoricasa e per di più nella tana romana dei leoni triestini, rappresenta un risultato certamente positivo ed onorevole, che lascia ben sperare nella prossima partita.  Fuor di metafora: la Carnia (per ora) tira un sospiro di sollievo, ma si prepara a future lotte e civili mobilitazioni!

2005, 16 dicembre
Straordinaria e indimenticabile manifestazione a Tolmezzo contro l'elettrodotto nella valle del But e la cava di gesso di Raveo. Oltre 1000 persone si sono date spontaneamente appuntamento alle ore 20 in piazza Duomo dove il parroco don Zanello ha dato inizio alla fiaccolata notturna con una lunga e articolata prolusione incentrata su: elettrodotto e ospedale. Il corteo dei pacifici manifestanti si è poi diretto verso l'Auditorium dove l'assemblea ha avuto inizio con l'esecuzione dell'Inno della Carnia del maestro Giovanni Canciani. Varie e importanti relazioni si sono susseguite aventi per tema l'elettrodotto e le sue problematiche. Moderati dal direttore del settimanale Vita Cattolica, Ezio Gosgnach, sono intervenuti: Michela Mecchia, Katia Ariis, Lino Not, Attilio Vuga, Franceschino Barazzutti, Marco Lepre, Mario Gollino e moltissimi altri. Anche l'arcivescovo di Udine, il carnico Pietro Brollo, ha portato il suo personale saluto. Al termine dell'assemblea è stato approvato all'unanimità un documento di netto rifiuto ad operazioni imposte dall'alto, gravemente lesive non solo del territorio e del paesaggio ma anche della dignità della gente (dettagli in Angolo Verde).

2005, 23 dicembre
Primo incontro ufficiale organizzato dalla CMC e dalla Regione FVG sul tema elettrodotto Würmalch-Somplago. In CMC a Tolmezzo erano presenti l'assessore Sonego per la Regione, i rappresentanti di Pittini e Fantoni (gravemnente assenti ad un incontro di questo tipo), il presidente della CMC ed i sindaci di Paluzza, Cercivento, Sutrio, Arta, Zuglio, Tolmezzo e Cavazzo. Presenti pure, senza diritto di parola, alcuni rappresentanti dei Comitati spontanei. Assenti tutti i nostri Consiglieri Regionali. La riunione si è conclusa con un nulla di fatto, in quanto si è venuta determinando una situazione di muro contro muro con Regione FVg e delegati dei due imprenditori arroccati sulla soluzione di ELETTRODOTTO AEREO da una parte e CMC e sindaci di Carnia nettamente contrari a tale soluzione dall'altra. L'alternativa di un elettrodotto INTERRATO non è stata neppure presa in considerazione dalla controparte regionale e imprenditoriale, che l'hanno subito definita impossibile da realizzarsi. Sono stati nominati infine due tecnici (uno per la Regione ed uno per i Comuni) che dovranno approfondire il problema con la controparte in prossime discussioni già programmate (dettagli in Cjanton Vert).

2005, 28 dicembre
Anche il Comitato per la Provincia della Carnia ha dibattuto, in questa ultima riunione di fine anno, il cruciale problema dell'Elettrodotto ritrovandosi a discutere presso l'Hotel Gardel di Piano Arta. Dalle varie discussioni è emerso infine un indirizzo d'azione con 3 punti cardine: 1. realizzazione di un unico elettrodotto interrato. 2, progetto partecipato dagli Enti Pubblici della Carnia attraverso Società create ad hoc. 3. garanzia di ricaduta degli utili in loco. Tuttavia esistono diversi ostacoli che si frappongono a tale soluzione: la tempistica è ristretta, i finanziamenti mancano, manca uno staff tecnico, occorre l'appoggio politico, sono da individuare i soggetti interessati alla questione. La riunione, cui hanno partecipato diversi esponenti politici locali e membri del Comitato, ha così affermato qualcosa di nuovo e di diverso riguardo a questo cruciale problema, anche se la maggioranza dei Carnici probabilmente è scettica e non vuole alcun elettrodotto, ricordandosi ancora fin troppo bene la storia dell'Oleodotto SIOT di 40 anni fa, che promise gran quantità di posti-lavoro ma arricchì solo periti e notai, senza creare neppure UN posto di lavoro (dettagli in Cjanton Vert).

2007, 23 aprile
Muore improvvisamente pre Toni Beline, grande innamorato della Carnia di cui cantò gli aspetti più veri e genuini nei suoi numerosissimi libri in lingua friulana; tradusse inoltre la Bibbia in friulano e fu, durante la sua lunga permanenza in Carnia, canonico di S. Pietro di Zuglio. In questa veste, negli anni ’70, ebbe il ruolo di principale artefice della riscoperta e del rilancio del tradizionale rito del Bacio delle Croci sul Plan da Vincule nel giorno dell’Ascensione (vedi le note biografiche di questo personaggio nella sezione LIBRI DI CARNIA).

2007, 5 novembre
Dopo brevissima malattia, muore Giorgio Ferigo, di Comeglians, il maggiore intellettuale carnico degli ultimi tempi; fu scrittore, cantautore, poeta, storico, medico, artista. Numerose pubblicazioni di carattere storico-locale si ascrivono alla sua inesauribile vena letteraria. Fu punto di riferimento per tutta la clape culturale carnica ed il suo lascito intellettuale, specie dopo la sua repentina scomparsa, appare davvero enorme. (vedi le note biografiche di questo personaggio nella sezione LIBRI DI CARNIA)

2007, 31 dicembre
Gli aborti volontari (burocraticamente: IVG) effettuati nell’Ospedale carnico di Tolmezzo, con l’utilizzo della Legge 194, sono stati 97 nell’anno 2007. In totale salgano a 2.140 i bambini NON NATI nel periodo 1.1.1984 – 31.12.2007. Mancano i dati relativi ai primi 6 anni di applicazione della Legge (1978-1983).

2008, 31 dicembre
Gli aborti volontari (burocraticamente: IVG) effettuati nell’Ospedale carnico di Tolmezzo, con l’utilizzo della Legge 194, sono stati 120 nell’anno 2008. In totale salgano a 2.260 i bambini NON NATI nel periodo 1.1.1984 – 31.12.2008. Mancano i dati relativi ai primi 6 anni di applicazione della Legge (1978-1983).

2009, 21 maggio
Muore a Udine Marino Plazzotta, dopo lunga e sofferta malattia (vedi note biografiche di questo personaggio nella sezione LIBRI DI CARNIA).

2009, 31 dicembre
Gli aborti volontari (burocraticamente: IVG) effettuati nell’Ospedale carnico di Tolmezzo, con l’utilizzo della Legge 194, sono stati 83 nell’anno 2009. In totale salgano a 2.343 i bambini NON NATI nel periodo 1.1.1984 – 31.12.2009. Mancano i dati relativi ai primi 6 anni di applicazione della Legge (1978-1983).

2010, 2 ottobre
Finalmente aperto il nuovo ponte di collegamento tra Paluzza e Cercivento sul fiume But in località Vanino: la popolazione della valle è molto soddisfatta di questa preziosa opera, che ha sostituito il vecchio ponticello Bailey e che viene finalmente ad esaudire una pressante esigenza avvertita da... secoli! E' costato 3 milioni di euro, è lungo 130 metri, largo m 7, formato da 4 campate e dotato bilateralmente di marciapiede ciclabile largo m 1,5. Progettista l'ing. Puntel di Cleulis, esecutrice dei lavori l'impresa ICOP di Basiliano.

2010, 13 novembre
Grande manifestazione contro il "risorto" progetto di elettrodotto aereo da Würmlach a Cavazzo (passante per la valle del But); oltre 2000 persone hanno partecipato al corteo che, partito dal nuovo ponte Paluzza-Carcivento, è approdato in piazza Fontana a Paluzza, dove molti oratori sono intervenuti, oltre ad una significativa rappresentanza di amici carinziani. Appuntamento per nuova manifestazione a Tolmezzo il 15 gennaio 2011. Cronaca nella sezione "Cjanton Vert".

2010, 31 dicembre
Gli aborti volontari (burocraticamente: IVG) effettuati nell’Ospedale carnico di Tolmezzo, con l’utilizzo della Legge 194, sono stati 102 nell’anno 2010. In totale salgono a 2.445 i bambini NON NATI nel periodo 1.1.1984 – 31.12.2010. Mancano i dati relativi ai primi 6 anni di applicazione della Legge (1978-1983).

2011, 15 gennaio
Grande manifestazione contro l' elettrodotto aereo (Würmlach-Somplago con attraversamento della valle del But) si è svolta nel pomeriggio a Tolmezzo. Partendo dal ponte di Caneva, il lungo corteo (oltre 3000 persone!) ha attraversato il capoluogo carnico concentrandosi in pazza XX settembre, dove hanno preso la parola vari oratori, tra cui i rappresentanti della Carinzia. Una manifestazione così numerosa non si era vista dai tempi delle battaglie per l'università di Udine (anni Settanta del XX sec). Cronaca nella sezione "Cjanton Vert".

2011, 25 giugno
Si celebra il 100° di fondazione della SECAB (Società Elettrica Cooperativa Alto But) di Paluzza (la prima in Friuli in tale settore) con varie manifestazioni distribuite nell'arco dell'anno nei diversi paesi della valle e con la pubblicazione di vari libri, distribuiti gratuitamente ai soci e volti a ricordare e celebrare l'avvenimento.

2011, 17 settembre
Paluzza (e la Carnia) accolgono per la prima volta una manifestazione sportiva a carattere mondiale: il Campionato Mondiale Master di Corsa in Montagna, perfettamente organizzato in ogni dettaglio dalla polisportiva US Aldo Moro che in questa particolare specialità detiene numerosissimi titoli italiani vantando una serie sbalorditiva di campioni grandi e piccoli.

2011, 31 dicembre
Gli aborti volontari effettuati nell’Ospedale carnico di Tolmezzo, con l’utilizzo della Legge 194, sono stati 96 nell’anno 2011. In totale salgono a 2.541 i bambini NON NATI nel periodo 1.1.1984 – 31.12.2011.

2012, 31 dicembre
Gli aborti volontari (burocraticamente: IVG) effettuati nell’Ospedale carnico di Tolmezzo, con l’utilizzo della Legge 194, sono stati 76 nell’anno 2012. In totale salgono a 2.617 i bambini NON NATI nel periodo 1984 – 2012. Mancano i dati relativi ai primi 6 anni di applicazione della Legge (1978-1983).

2013, 14 settembre
Oggi è stato definitivamente chiuso il Tribunale di Tolmezzo; chiusa anche la Procura della Repubblica. La giurisdizione di queste due istituzioni viene inglobata in quella già vasta di Udine. Con la soppressione del Tribunale e della Procura, prosegue lo smantellamento delle più importanti Istituzioni dello Stato in Carnia. Quale sarà il prossimo obiettivo? E quale il destino della Carnia? Auspichiamo che almeno la proverbiale litigiosità dei carnici venga da ora in poi a scemare progressivamente fino a ridursi ad un tasso accettabile. Questo sarebbe l'unico risvolto positivo dell'intera vicenda, considerando che il carcere di massima sicurezza resta comunque pienamente operativo in via Paluzza!

2013, 31 dicembre
Gli aborti volontari (burocraticamente: IVG) effettuati nell’Ospedale carnico di Tolmezzo, con l’utilizzo della Legge 194, sono stati 70 nell’anno 2013. In totale salgono a 2.687 i bambini NON NATI nel periodo 1984 – 2013. Mancano i dati relativi ai primi 6 anni di applicazione della Legge (1978-1983).

2014, febbraio
Gianpaolo Englaro, di Paluzza, ha nuovamente vinto 4 medaglie d'oro ai World Master di sci di fondo che si sono svolti quest'anno a Pllerseetal (Austria). Gianpaolo ha così portato la somma totale a ben 50 pezzi pregiati, raccolti negli anni della sua ormai lunga partecipazione a questi giochi invernali che si svolgono ogni anno in varie località dell'emisfero nord del mondo e che richiamano sempre i migliori atleti "stagionati" già vincitori di olimpiadi, coppe del mondo e importanti gare.

2014, 17 novembre
Nel 2012 CoopCa chiude il bilancio con un rosso di 1,73 milioni; l’anno successivo la perdita sale a 2,13 milioni, in totale quindi quasi 4 milioni di euro su un capitale con riserve di 9 milioni di euro. Le vendite flettono (da 147,6 a 144,9 milioni) e anche la manovra sui costi non dà ossigeno alla società: il costo della produzione nel 2013 ha toccato quota 150,6 milioni e l’azienda, in più, deve fare i conti con pesanti interessi passivi legati ai debiti con le banche, che incidono per più di un milione di euro e con il prestito-soci (circa 25 milioni). Per tutti questi motivi la dirigenza della CoopCa (4 dei 9 consiglieri di amministrazione si sono già dimessi) porta i libri in tribunale per un concordato preventivo in bianco. Intensa la rabbia tra i soci prestatori (che si sono visti bloccare i propri risparmi senza preavviso) e tra i 650 dipendenti che temono per il proprio posto di lavoro (messo in forse da probabile ristrutturazione). Questa gloriosa centenaria istituzione carnica, di estrazione ed ininterrotta conduzione socialista, rischia la liquidazione e di passare in altre mani (certamente più competenti e meno condizionate dalla politica locale).

2014, 3 dicembre
In 2 anni e mezzo, dal 2011 al 30 giugno 2013, quando è stata commissariata, Agemont, l’Agenzia per lo sviluppo economico della montagna, ha perso un milione 249 mila 896 euro. E’ per questo motivo che è stato deciso di liquidare la società, sulla quale avevano riposto le proprie speranze e illusioni tutte la maggioranze politiche regionali degli ultimi 25 anni. Un ennesimo carrozzone politico che va in rottamazione, senza che alcun responsabile venga individuato e sanzionato: la stessa ingloriosa fine di tanti altri sogni in Carnia, come "Progetto Montagna" e "Obiettivo 5 B".

2014, 31 dicembre
Gli aborti volontari (burocraticamente: IVG) effettuati nell’Ospedale carnico di Tolmezzo, con l’utilizzo della Legge 194, sono stati
66 nell’anno 2014. In totale salgono a 2.753 i bambini NON NATI nel periodo 1984 – 2014. Mancano i dati relativi ai primi 6 anni di applicazione della Legge (1978-1983).

2015, 29 gennaio
Il dr. Paolo Agostinis (medico internista dell'ospedale di Tolmezzo) esprime alcune considerazioni tecniche sulla stampa a proposito di un particolare aspetto della annunciata riforma sanitaria regionale, approvata poi dalla Giunta Serracchiani e dall'assessore Telesca il giorno successivo, 30 gennaio con la delibera 153.
Lo fece garbatamente con alcuni concreti esempi pratici sottolineando possibili futuri rischi per i pazienti, qualora l'urgenza microbiologica fosse differita (inviata nel Laboratorio centralizzato di Udine). Apriti cielo! Il medico viene immediatamente richiamato dal Direttore generale dell'Azienda sanitaria e minacciato di provvedimento disciplinare e si paventa anche una possibile denuncia "per procurato allarme sociale".
Allora sulla scia di varie posizioni mass mediatiche comparse nel frattempo sugli organi di stampa e su VTC, dal 3 al 10 febbraio 2015 vengono avviate ben tre separate e indipendenti raccolte di firme a sostegno del dr. Paolo Agostinis (promosse rispettivamente da Grazia Cardella, da Gianna Capellari e dal sottoscritto) mentre su FB si costituivano 3 cordate di raccolta firme telematica.
Dopo una sola settimana, i risultati sono stati i seguenti per la raccolta cartacea: Conca tolmezzina 3.197; Alto But 1397; Ovaro 837; Villa Santina 585; Prato Carnico 539; Paularo 433; Forni Avoltri 227; Comeglians 180; Moggio Udinese 149; Cavazzo 130; Rigolato 88; Gemona-Buia 72; Raveo 65; Canal Ferro 56; Altre firme sparse 659: totale 8623 firme reali. Su internet invece le adesioni sono state: Petizione su firmiamo.it 90; Gruppo membri "Iò a soi il dr. Agostinis" 5.652; Gruppo membri "Iò i sei Paolo Agostinis" 355. In totale 6097 adesioni virtuali.

Una vera valanga cartace
o-virtuale (cose mai viste in Carnia) che ha contribuito certamente a smorzare un pò l' arroganza e la presunzione dei vertici politici e aziendali regionali ... In questa gara di solidarietà al dr. Agostinis però sono risultati incredibilmente assenti i 28 sindaci di Carnia (solo in pochissimi hanno firmato!) ed i medici ospedalieri tolmezzini mentre parroci, farmacisti, medici di base, infermieri, gente comune hanno entusiasticamente aderito alla petizione. Questa valanga di firme ha poi costretto la Presidente Serracchiani a più miti consigli e ad incontrare il 12 febbraio il dr. Agostinis per un colloquio riservato tuttora rimasto segreto. Potenza delle firme!

2015, 31 dicembre
Gli aborti volontari (burocraticamente: IVG) effettuati nell’Ospedale carnico di Tolmezzo, con l’utilizzo della Legge 194, sono stati 66 nell’anno 2015. In totale salgono a 2.819 i bambini NON NATI nel periodo 1984 – 2015. Mancano i dati relativi ai primi 6 anni di applicazione della Legge (1978-1983).

2016, 31 dicembre
Gli aborti volontari (burocraticamente: IVG) effettuati nell’Ospedale carnico di Tolmezzo, con l’utilizzo della Legge 194, sono stati 51 nell’anno 2016. In totale salgono a 2.870 i bambini NON NATI nel periodo 1984 – 2016. Mancano i dati relativi ai primi 6 anni di applicazione della Legge (1978-1983). Breve riflessione: quante scuole sarebbero ancora aperte in Carnia, quante case sarebbero ancora vive, quanto lavoro ne deriverebbe se fossero esistiti tutti questi 2.870 bambini carnici cui non è stato consentito di nascere negli ultimi 32 anni.

2018, 28-30 ottobre
Grandioso nubifragio investe la Carnia per oltre due giorni consecutivi: cadono mm 1000 di pioggia
con venti che raggiungono la velocità di 200 km/h. Oltre 26.000 utenze senza energia elettrica. Migliaia di abeti sradicati e abbattuti (in particolare in alta Val Degano e nell'Alto But), strade interrotte per frane e smottamenti: sulla 355 cade il ponte presso Comeglians; la strada 65 è interrotta tra Zovello e Cercivento; la SS 52bis crolla presso il bivio per Cleulis (una bretella asfaltata di collegamento viene approntata in sole 16 ore dalle ditte locali). Sono più di 1000 i volontari che prestano la loro opera nei giorni seguenti. I danni in Regione sono valutati in oltre 500 milioni di euro.

 

 

(Alfio Englaro)

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