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La
Carnia di Antonelli
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Umberto
Antonelli non era carnico. Nato a Padova nel 1882, si stabilì definitivamente a
Enemonzo nel 1912, dopo aver peregrinato per altri paesi del Veneto e del
Friuli. A Enemonzo acquistò la Farmacia e lì si fermò per il resto della
vita. Ma la sua vera professione era FOTOGRAFO. Per questo, spesso lasciando ad
altri l’incombenza della farmacia, Antonelli girò la Carnia in lungo e in
largo, fissando sulle sue lastre fotografiche la Carnia del tempo. Quello che
questo album fotografico oggi raccoglie, costituisce davvero l’ANTOLOGIA
FOTOGRAFICA di Antonelli ovvero le sue migliori immagini realizzate in Carnia:
dall’inaugurazione della tratta ferroviaria Tolmezzo-Villa Santina alla
costruzione della diga di Sauris, dai ritratti ai paesaggi, dalle segherie alla
vita di paese.
I curatori dell’opera
hanno cercato di classificare questo enorme e prezioso materiale iconografico in
vari capitoli: lavoro agricolo e condizione della donna, trasporti e opere
pubbliche, industria, cooperativismo, idrolettrica, scuola e acculturazione,
uomo e casa… Sfogliando questo splendido album fotografico, pare davvero
di entrare nella macchina del tempo e tornare indietro di un secolo,
quando una Carnia ancora bucolica muoveva i primi passi verso la modernità e
il riscatto sociale. Fotografie palpitanti di umanità e di calore, di
solidarietà e di tranquillità, luci e chiaroscuri… Certo non tutto era
oleografico, specie se si pensa che sotto la diga di Sauris erano morti in
parecchi o se si valuta che lo sfruttamento operaio esisteva davvero…
Tuttavia il bene che questo
libro reca allo spirito supera di gran lunga i pensieri tristi che pure sorgono
qua e là: una pace ritrovata sale dall’animo alla chiusura dell’ultima
pagina. Ed è un’illusione benefica (che non ti lascia più) quella che ti fa
dire: “Che bene si stava in Carnia allora…”.
Ed oggi, pur non essendo io
un laudator temporis acti, non mi sento di distruggere quest’illusione che amo
invece coltivare nel profondo del cuore…
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