DENTRO LE ALPI CARNICHE

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In questo febbraio 2021 abbiamo la fortuna di avere tra le mani questo splendido atlante geologico a colori di grande formato, stampato ancora nel maggio 2019, trilingue (italiano-inglese-tedesco), cui hanno contribuito tre dei maggiori e più autorevoli geologi regionali: Giuseppe Muscio (che è il curatore), Corrado Venturini e Maurizio Ponton.

Ciascuno dei tre co-autori elabora e costruisce dei capitoli precisi:

Corrado Venturini: Cap 1 (Peralba, Fleons, Coglians, Creta di Timau); Cap 5 (Paularo, Cucco, Tersadia, Sernio); Cap 6 (Mimoias, Clap Grant, Siera, Creta Forata, Cimon); Cap 9 (Col Gentile, Arvenis, Dauda, Amariana).

Giuseppe Muscio: Cap 2 (Passo Volaia, Capolago, Volaia); Cap 4 (Lanza, Cavallo, Pramollo, Gartnerkofel, Pludnig).

Maurizio Ponton: Cap 3 (Zermula, Salinchieit, Cullar, Sernio); Cap 7 (Zauf, Bivera, Tiarfin, Sairis, Col Gentile); Cap 8 (Pramaggiore, Brica, Monfalconi, Cridola).

Questo grande libro descrive alcuni panorami geologici del Geoparco Transfrontaliero delle Alpi Carniche e della Carnia più in generale.
Ogni capitolo inizia con la foto panoramica, ripresa da località facilmente raggiungibili, corredata dalla indicazione dei nomi dei monti. Segue un succinto testo sulla importanza geologica dell'area considerata e quindi un sintetico schema che consente di leggere (anche ai profani, quorum ego) la geologia di questa area. Seguono poi i paragrafi che illustrano i punti specifici del territorio considerato (geositi) con ulteriori eventuali particolari approfondimenti.

Le rocce della Alpi Carniche costituiscono un patrimonio geologico di enorme importanza perchè, attraverso le loro "impronte", sono in grado di guidarci in un incredibile viaggio all'indietro, lungo quasi 500 milioni di anni: un caso unico in Italia che, probabilmente, non ha pari in Europa...

Le sabbie più antiche risalgono a fine Ordoviciano (460 milioni di anni fa): siltiti depositate nei fondali di un mare freddo e poco profondo. Con l'inizio del Siluriano (430 milioni di anni fa) il mare si approfondì per poi diventare gradualmente meno profondo alla fine del periodo. Nel Devoniano (380 milioni di anni fa) l'abbassamento del livello marino e la latitudine tropico-equatoriale dell'area carnica, favorirono lo sviluppo in mare aperto di scogliere coralline oggi testimoniate da oltre 1000 metri di calcari. Verso la fine del Devoniano le scogliere scomparvero e con l'inizio del Carbonifero (340 milioni di anni fa) si accumularono nel mare grandi quantità di sedimenti derivati dalla erosione di lontane terre emerse, mentre dai vulcani sottomarini fuoruscivano lave che si solidificavano a contatto con l'acqua. Successivamente l'Orogenesi Ercinica (300 milioni di anni fa) sollevò la Catena Paleocarnica le cui "radici" profonde furono risparmiate dalle successive erosioni... Si sviluppò quindi un'area costiera ricca di vegetazione tropicale con clima caldo-umido (grazie alla vicinanza all'Equatore) rigogliosa nelle vaste piane deltizie. Col tempo le aree occupate dai delta si trasformarono in bacini poco profondi e l'ambiente marino si diffuse a metà Permiano (255 milioni di anni fa). In questo periodo l'area fu soggetta a deboli movimenti verticali e si instaurò un clima caldo-arido che presto si trasformò in semi-desertico e sabbioso. Queste condizioni climatiche favorirono nei bacini lagunari più chiusi, una intensa evaporazione con la deposizione di gessi e dolomie cariate. A fine Permiano il mare invase di nuovo la regione. Nel Triassico (240 milioni di anni fa) l'area si trovò ricoperta da un mare basso: le rocce, in prevalenza marne siltiti e arenarie, sono tipicamente colorate e spettacolari. Nel Triassico medio la Carnia era situata nella parte occidentale del vasto mare della Tetide, che si insinuava da Est separando i due supercontinenti di Laurasia e Gondwana... All'interno del Triassico Superiore, vi è un sottoperiodo denominato "Carnico", a motivo del fatto che le rocce formatesi in questo intervallo sono state studiate per la prima volta tra le Alpi Carniche e Giulie: calcari scuri, arenarie, marne, carbone e conglomerati testimoniano ambienti lagunari deltizi e di mare basso. Durante il successivo intervallo del Triassico (detto "Norico") la nostra regione era prossima ai tropici e il clima era caldo-arido. Si era andato formando un bacino marino con acque profonde circondato da una zona di piattaforma con acque basse... All'inizio del Giurassico (170 milioni di anni fa) permaneva una zona di mare profondo a nord e di piattaforma a sud... Successivamente l'Orogensi Alpina (6 milioni di anni fa) portò alla emersione ed all'innalzamento consistente dell'intero settore... L'ultimo grande evento geologico è costituito dal succedersi di varie fasi di espansione glaciale. Circa 20.000 anni fa, con l'ultima fase di massima espansione della glaciazione würmiana, tutta la Carnia era coperta da potenti lingue glaciali, dalle quali emergevano solo le cime più elevate dei massicci montuosi. Con gli ultimi 10.000 anni viene impostato l'attuale reticolo fluviale e il territorio carnico assume gradualmente il suo odierno aspetto...

Insomma, come hai capito, si tratta di una incredibile avventura che qui viene raccontata non solo con una scrittura perfetta e scientificamente esatta, ma anche con splendida dovizia di spettacolari immagini, didattici schemi, esaurienti tabelle esplicative che rendono di facile approccio un testo ed una materia difficile e a tratti ostica e misteriosa.
Indispensabile perchè eccezionale!

Il libro era in distribuzione gratuita presso l' UTI di Tolmezzo. "Era", perchè non esiste più neppure una copia, essendo stato immediatamente distribuito (solo tra gli addetti e loro amici?) quasi come preziosa spoglia di guerra!
Si spera in una sua tempestiva ristampa cosi come sarebbe auspicabile la ristampa del precedente gioiello
Geositi.

 


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